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venerdì 30 novembre 2012

"ANTICA GRECIA" di Matilde Brandi - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Adatto ai ragazzi. Bellissime immagini e fotografie. E' un appassionante percorso da esplorare. Argomenti: Civiltà minoica e micenea, periodo arcaico, dei e religione, Atene classica, Sparta, colonie e commerci, guerra, divertimenti, età ellenistica e influenza del mondo greco. Ci sono brevi testi con linguaggio semplice. Utile per le ricerche scolastiche.

mercoledì 28 novembre 2012

"IL MAGO ARCOBALENO" di Alberto Michelini - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Corta e semplice storia per bambini di 1-3 -6 anni. Formato piccolo e cartonato. Disegni molto colorati con finestrine da sollevare in ogni pagina per scoprire i sette colori dell'arcobaleno. Il protagonista è un mago che vive in un mondo grigio e triste. Poi con la sua magia decide di colorare tutto
Barbara P.

martedì 27 novembre 2012

PERSEVERARE E' UMANO. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. la lezione dello sport

Incontro con Pietro Trabucchi autore di "Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport."
giovedì 29/11/2012 ad h. 20.30 presso la sala riunioni del comune di Tione

Pietro Trabucchi è uno psicologo che si occupa di prestazione sportiva, in particolare di discipline di resistenza. Lavora sulla motivazione e la risilienza, ovvero la capacità di reagire ad ostacoli e difficoltà mantenendo la motivazione nel perseguire i propri obiettivi. E' stato psicologo della Squadra Olimpica Italiana di sci da fondo alle Olimpiadi del 2006, psicologo delle Squadre Nazionali di Triathlon per molti anni.

Professore incaricato presso l'Università di Verona, collabora con il Centro di ricerca in Bioingegneria e Scienze motorie di Rovereto e con l'Istituto di Scienze dello Sport di Roma.

Appassionato praticante di discipline di endurance e alpinismo ha scalato l'Everest dal versante Nord, è l'unico italiano ad avere terminato tutte le edizioni della PTL (versione più impegnativa dell'Ultra Trail del Monte Bianco) e la "Rock and Ice" nell'Artico Canadese
 

venerdì 23 novembre 2012

Gruppo di lettura - "L'odore acido di quei giorni", Paolo Grugni



Martedì 20 novembre 2012

Cari amici del giovedì (travestiti da amici del martedì)!




Nonostante le velleità rottamatorie di noi giovani intemperanti, il gruppo di lettura prospera proprio grazie alle differenze anagrafiche che permettono di guardare a ogni libro da differenti prospettive, sfumando le diverse tonalità dell’interpretazione in un quadro coerente.

Il libro sul tavolo questa sera è “L’odore acido di quei giorni” di Paolo Grugni. La serata si apre con la molotov di una critica negativa di chi ha vissuto come insegnante la fine degli anni ’70. Viene espresso il fastidio per l’improbabilità dei personaggi del romanzo e per la creazione di un’atmosfera non del tutto aderente alla realtà storica.

L’attacco provocatorio, che avrebbe potuto scatenare una guerriglia all’ultimo sangue, in realtà è stato smorzato al tavolo delle trattative. L’idea di fondo che ha attraversato i negoziati è che ognuno di noi ha una sua percezione degli anni di piombo, condizionata da età e provenienza.

I più giovani tra noi non hanno vissuto gli anni ’70 e non li hanno studiati a scuola. Proprio per questo hanno apprezzato la possibilità di scostare la tenda per affacciarsi su un’epoca i cui strascichi riecheggiano, pur inariditi e immeschiniti, nelle manifestazioni politiche di oggi.

Chi era giovane all’epoca dei fatti sente come reale l’atmosfera ricreata nel romanzo, pur con delle sfaccettature diverse a seconda della provenienza: nei piccoli paesi si avvertiva l’eco quasi romantica di ideali e rivendicazioni positive, mentre la parte tragica non veniva colta. Nelle città il clima del terrore era pervasivo: gli attentati e le manifestazioni violente sono ben presenti nella memoria di chi li ha vissuti da vicino.

Come ben detto da qualcuno, i fatti di quel periodo non possono ancora essere considerati storia: mancano troppi documenti (ancora secretati) per permettere alla cronaca di diventare storia. Mancano troppi tasselli per ricostruire verità scomode e per svelare segreti inimmaginabili. Il grande marasma degli eventi deve ancora sputare una versione credibile di quello che è accaduto.

Grugni ha una visione disincantata della realtà: vede l’ingenuo entusiasmo dei giovani strumentalizzato da una politica marcia, la perdita di valori e di obiettivi delle classi dirigenti, l’uomo che compie atti infami senza rimorso nascosto dal velo della sua ideologia, il diritto all’informazione violentato, gli spiragli di speranza in un cambiamento sociale richiusi brutalmente dagli interessi politici.

Certo, dagli anni bui di lotta sono usciti diritti senza cui oggi non potremmo vivere. Ma, guardando le piazze di oggi, vuote e desolate per la massima parte oppure riempite di lacrimogeni alla minima provocazione, viene spontaneo chiedersi dove sia finita la voglia di credere nella Politica e nell’importanza del singolo cittadino di fronte allo Stato.

Ci sono stati pareri contrastanti da parte del gruppo di lettura sulla professione del protagonista, incaricato di raccogliere gli animali colpiti dalle auto sulla strada. Da un lato è sembrata una professione improbabile, dall’altro è piaciuta molto questa figura di persona ai margini della società che trova un senso alla propria esistenza nell’occuparsi di creature più fragili di lui. Mentre gli uomini del romanzo risultano tutti, in diverse misure, macchiati da colpe o responsabilità gravi, gli animali appaiono come le vittime ignare del progresso e della voglia dell’uomo di dominare la natura.


La nostra Rita, rientrata ufficialmente dopo il congedo parentale concessole dal gruppo per accudimento di nuova lettrice in fasce, ci ha addolcito la serata piena di argomenti duri da digerire. Ringraziamo la nostra piccola utente per averci concesso in prestito la sua mamma per qualche ora.


Per il prossimo incontro, fissato per giovedì 20 dicembre, leggeremo “L’accabadora” di Michela Murgia. 

Vi anticipiamo anche che l’incontro con Marco Balzano, autore de “Il figlio del figlio”, saltato per problemi dell’autore, verrà recuperato giovedì 13 dicembre.

sabato 17 novembre 2012

"Il cabalista di Praga" di Marek Halter - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Quartiere ebraico di Praga. Fine XVI secolo. Il sommo rabbino Judah Loew, profondo conoscitore della Kabbala, allo scopo di difendere il suo popolo dalle violenze dei cristiani crea con il fango della Moldava un gigante antropomorfo, indistruttibile e potentissimo, il Golem, infondendogli la vita attraverso un sortilegio.
Il Golem (da “gelem”, termine che affonda le proprie radici addirittura in un passo dell’Antico Testamento e che in lingua giudaica significa embrione, materia grezza) è la creatura di un'antica leggenda ebraica, più volte rielaborata sia in chiave letteraria che cinematografica. A quest’ultimo proposito – e per chi ne fosse incuriosito – consiglio oltre che la lettura del romanzo anche la visione del film muto del 1920 diretto da Paul Wegener dal titolo “Il Golem”, giustamente celebrato come uno dei capolavori della storia della settima arte.
Un po’ Adamo, un po’ mostro di Frankenstein, come questi il Golem dopo qualche tempo si ribellerà al suo destino sfuggendo di mano al suo creatore e abbattendo la propria forza devastatrice, conseguenza della collera divina, su quello stesso popolo che avrebbe dovuto proteggere. No, popolo d’Israele… non si fa così, non si schernisce e non si manipola a proprio uso e consumo - rendendolo ora schiavo, ora balocco, ora strumento di profitto - una misericordiosa concessione di Dio.
Ma il romanzo non è solo questo. Anzi, è molto di più visto che le vicende del Golem trovano spazio solo nell’ultima parte del libro. E’ anche spiritualità, insegnamento, scienza e storia (nella lettura si incontrano personaggi come Galileo, Tycho Brahe, Keplero e vengono citati addirittura Stalin e Hitler), riflessioni su amore, morte, destino e libero arbitrio.
Personaggi splendidamente affrescati come David, la voce narrante del racconto, discepolo entusiasta e tormentato del rabbino Loew, perennemente impegnato nelle sue missioni per mezza Europa (ma in realtà la missione più ardua è quella personale, la ricerca del proprio io), e la giovane Eva, che non avrebbe seguito il destino di un uomo come voleva la tradizione, ovvero a suggello di una vecchia promessa tra due famiglie, perché lei era libera e cercava l’uomo che avrebbe allargato la sua libertà…
Risuonano ancora nella mia mente, nonostante diversi giorni siano passati dal termine della godibilissima lettura, le sagge e illuminate parole del sommo rabbino: “Nessun destino è tracciato in anticipo, quaggiù come nel corso degli astri. E ciò che si legge nel bagliore delle stelle contiene più enigmi che certezze. Tendete dunque le mani e scegliete il vostro destino, ma non sperate che Dio vi risparmi dal dovere di compierlo.”
E’ indubbio che l'evoluzione di tale concetto – tanto semplice a dirsi – in regola reale di vita, processo per alcuni faticoso, per molti impensabile, richieda una robusta dose di coraggio.

Massimo C.

martedì 13 novembre 2012

"La scuola degli ingredienti segreti" - Erica Bauermeister - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Ho scelto di leggere questo libro dopo averne letto le recensioni che lo davano come un libro da 5 stelle, ma sinceramente non mi sembra proprio.
Il libro è carino, basato sul rapporto tra cucina e vita, tra preparazione dei cibi e relazioni umane, è scorrevole e si legge in poco tempo, ma non ha saputo darmi emozioni.
La trama parla di Lillian, dapprima bambina che cucina per riportare la madre alla realtà dopo che quest'ultima si è nascosta nei libri fino a scomparirci, successivamente cuoca in un ristorante raffinato e particolare di sua proprietà, in cui ogni mese tiene un corso di cucina decisamente non tradizionale. Ogni capitolo è dedicato ad uno degli studenti del corso, fra ingredienti e metafore di vita fino a che ognuno, oltre ad imparare una ricetta, imparerà anche ad affrontare la sua vita.
Scorrevole, carino, delicato, ma manca quel non so che che rende un libro eccezionale

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Margherita C.