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venerdì 28 settembre 2012

"Già noto alle forze di polizia", Dominique Manotti - Leggi tu che leggo anch'io





Dominique Manotti - Già noto alle forze di polizia (2010)

Dominique Manotti, francese, ha iniziato a scrivere solo in età matura, a cinquant'anni. Non per vocazione, dicono i suoi biografi, ma per aver perso l'illusione di poter cambiare in meglio l'attuale società, come molti della sua (e mia) generazione hanno sperato per decenni. Ha militato a lungo nella sinistra e nel sindacato. Attualmente insegna storia economica moderna e contemporanea presso l'università di Parigi.

Il senso del libro è tutta nella breve nota iniziale, che riporto di seguito integralmente.
La garanzia dei diritti dell'uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l'utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.
(Articolo XII della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino - 1789).

La storia è ambientata a Parigi, nell'estate del 2005, giusto prima che scoppiasse la durissima rivolta nella sua banlieu. Protagonisti sono i poliziotti che lavorano al commissariato di Panteuil, quartiere periferico della metropoli francese. E la cui vita, non solo professionale, si intreccia con quella degli emarginati, rom e extracomunitari, che abitano quella zona della città.
E non si tratta dei finti poliziotti alla Cenerentola che ultimamente siamo abituati a vedere in TV.
I vari Colombo, Montalbano, Derrick, Maigret, Rocca. Funzionari che tutti vorremmo incontrare nella nostra vita ma che, leggendo le cronache quotidiane dei giornali, esistono forse più nella mente dei loro autori. Pensiamo alla 'macelleria messicana' del G8 di Genova o a Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso a botte dall'equipaggio di una volante a Ferrara. Fatti gravissimi di abusi e violenze, solo per citarne un paio, confermati poi da sentenze del Tribunale.
E questo senza nulla togliere a chi invece fa ogni giorno il proprio dovere, in nome dello Stato, rischiando la propria vita per un magro stipendio. Persone coraggiose e per bene che ringrazio e rispetto.

Il libro parla però dei primi. Quelli corrotti, coinvolti in traffici illeciti, gestori di giri di prostituzione, violenti coi deboli e deboli coi forti, invischiati in trame politiche oscure, razzisti, facili a tirar calci a chi è già a terra indifeso. Quelli che ogni giorno abusano di quella forza pubblica della quale parla il citato articolo XII.
In mezzo a questi veterani corrotti capitano anche due reclute, subito sconvolte da quello che vedono nelle prime giornate di lavoro al commissariato. La loro idea di giustizia e legalità farà presto i conti con la realtà.
E infine due donne che rappresentano due modi opposti di vedere il proprio incarico di poliziotta. La prima, la bionda e bella commissaria Le Muir, donna di potere, vicina al ministro, implicata anche in affari immobiliari poco chiari.
Completamente diversa è la magrebina Noria Ghozali, comandante alla Prefettura di Parigi, che cerca di capire quanto le sta accadendo intorno.

E' un libro duro, come tutti quelli dell'autrice, ma molto utile per capire come certi meccanismi e metodi, messi in campo per mantenere l'ordine, ottengano alla fine l'effetto contrario, innescando delle reazioni incontrollabili, che possono mettere a ferro e a fuoco un'intera città per giorni.
Ma è soprattutto un bel romanzo, che chiamare noir è riduttivo. La Manotti utilizza infatti questo genere narrativo per descrivere la società che la circonda.
E lo fa in modo molto coinvolgente e magistrale.

Mirko
26/9/2012

CORSO DI MICOLOGIA

martedì 25 settembre 2012

LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO - "GRAMMATICA DELL'AMORE" - Rocio Carmona

E' la storia di Irene, una ragazza spagnola che, dopo il divorzio dei genitori, viene mandata a studiare per un anno in Inghilterra. Qui la ragazza, innamorandosi di Liam, conosce la sua prima grande delusione in amore. In suo aiuto verranno sette capolavori della letteratura mondiale e, grazie alle parole di grandi come Tolstoj, Austen, Marquez, Murakami, la ragazza intraprenderà un viaggio di crescita personale imparando a capire meglio la propria vita e ad aprire e ascoltare il suo cuore...

Silvia M. ci consiglia questa lettura per giovani adulti, "un libro intenso, che coinvolge fin dall'inizio e si legge tutto d'un fiato".

lunedì 17 settembre 2012

"LA SENTENZA", Valerio Varesi



Dopo la scorpacciata di iniziative estive, puntualmente qui riportate, il blog deve nuovamente essere alimentato e mi propongo di farlo io segnalando questo bel romanzo.
Era da tanto che non leggevo un libro che mi piacesse e coinvolgesse così tanto.
E finalmente arrivato. Eccolo qui.



Valerio Varesi lo conoscevo come giallista, creatore del commissario Soneri. Storie ambientate a Parma presso la cui Questura il poliziotto lavora. Sono libri scorrevoli, piacevoli, che si leggono volentieri.
Per questo ho raccolto dallo scaffale della biblioteca questo suo 'La sentenza', che però parla di tutt'altro.

Il romanzo parla di Resistenza.
Tutto inizia nel maggio del 1944. Gli Alleati stanno già risalendo l'Italia. Lo sbarco in Normandia è questione di giorni. L'Armata Rossa avanza verso Berlino.
I nazisti ed i repubblichini sanno ormai di aver perso e proprio per questo le loro rappresaglie sui civili inermi sono sempre più vigliacche e feroci.
I personaggi principali sono due delinquenti comuni. Due assassini che per motivi diversi raggiungono le formazioni partigiane che operano sugli Appennini sopra Parma.
Jim, arriva dal carcere di Milano. Viene liberato dai fascisti perchè in cambio s'infiltri tra i partigiani come spia. Jim ha già ucciso per rapinare.
L'altro lo chiamano Bengasi ed è scappato dal carcere di Parma, durante un bombardamento degli aerei alleati. E' anche lui un assassino. Un ex-soldato della Legione Straniera, con la quale ha combattuto in Africa uccidendo senza pietà, a volte solo per rabbia.

Jim e Bengasi sono accolti nella 'quarantasettesima' brigata. Una formazione garibaldina. Hanno la stella rossa cucita sul berretto e combattono sperando che alla fine della guerra una rivoluzione porti la libertà alle masse proletarie italiane. Hanno nel cuore una fede limpida e applicano la dura disciplina del Partito Comunista di allora. Sono uomini 'con la schiena dritta' come riconosce il maggiore Holland,  l'ufficiale inglese di collegamento con gli alleati, che peraltro detesta il comunismo.

Il libro narra la vita di queste formazioni. Ignorate, proprio perchè comuniste, dai lanci di rifornimento degli alleati e quindi costrette a combattere con armi inadeguate, a vestire come 'straccioni', a patir freddo e fame. Cosa che invece non avviene per le formazioni di 'Giustizia e Libertà', benissimo equipaggiate anche se quasi mai impegnate in combattimenti e anzi più dedite all'evitare lo scontro (questi passaggi mi hanno confermato un'impressione che avevo già avuto leggendo 'Il Partigiano Johnny' di Fenoglio).
Jim e Bengasi inizialmente non capiscono queste persone disposte a morire per nulla di materiale e 'spendibile', ma solo per un'astratta idea di libertà e eguaglianza. Combattono coraggiosamente al loro fianco, ma perchè non hanno alternative se non il duro carcere a vita.
Ma poi, piano, piano, rischiando la vita e passando i momenti terribili della guerra con loro, iniziano una trasformazione che li porterà a morire da eroi.

Questo libro si divora in poche ore perchè è scritto bene e la vicenda appassiona. Anche il tema della Resistenza è affrontato senza la retorica che spesso l'accompagna. Ci sono luci ed ombre come è stato nella realtà. Insomma leggetelo perchè, a mio parere, ne vale proprio la pena

Infine una considerazione. Se penso a questi personaggi, disposti a subire freddo, fame, mutilazioni, disagi terribili, torture feroci, fino al sacrificio della vita per offrire ai propri simili una vita libera e migliore non posso che rendergli onore. E voglio includere anche gli eroi del nostro Risorgimento.
Ecco, se li paragono alla società italiana di oggi, dove perfino scrivere una lettera di protesta ad un giornale sembra costare una fatica enorme, mi viene tristezza.
In fondo siamo governati da chi ci meritiamo.
Mirko
8/9/2012

PS : la vicenda, scrive l'autore, è liberamente tratta da una storia vera. E cita un libro di Ubaldo Bertoli, dal titolo 'La quarantasettesima' come uno 'fra i più bei romanzi della vita partigiana che siano stati mai scritti'.  L'ho cercato in rete e non si trova. Ma non demordo.

venerdì 14 settembre 2012

PROGETTO ROSAURA laboratorio teatrale a cura di Licia Simoni

Vi ricordiamo che domani scadono le iscrizioni al PROGETTO ROSAURA  laboratorio teatrale a cura di Licia Simoni
Lezioni tutti i lunedì ore 16.00-18.30 c/o Teatro Casa Mondrone Preore + spettacolo finale a dicembre
Target 12/19 anni
1 ottobre/17 dicembre
Iscrizioni entro il 15 SETTEMBRE - 50 euro
 Inviare il modulo d'iscrizione via fax allo 0465/800.072 o via mail a info@rendenagiovani.  Modulo iscrizione progetti autunno inverno 2012
Per qualsiasi informazione: TEL 331.8031400 in orario d'apertura.

Hard Times, Charlie!