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giovedì 31 maggio 2012

Gita SAT Sezione di Tione - 24 giugno 2012


GIORNATA NAZIONALE SULLE MINIERE

BOSCHI, PASCOLI, MALGHE (EX)MINIERE
Un patrimonio di proprietà collettiva. Scopriamolo insieme
DARZO - Casa Sociale
Venerdì 1 giugno 2012 – ore 20.45
Ne parliamo con:
Gianni Poletti, studioso di storia locale:
Le proprietà collettive: storia e significato per le nostre comunità.
Nicoletta Aloisi, già presidente Associazione A.S.U.C. Trentine, Sindaco di Fiavé:
Il ruolo delle Asuc in Trentino e le relazioni con le Amministrazioni comunali.
Graziano Beltrami, presidente Asuc Darzo:
Il patrimonio gestito da Asuc di Darzo e le principali attività.
Emanuele Armani, presidente Associazione La Miniera
La collaborazione con A.S.U.C.  per il ripristino degli ex siti minerari
Al termine un piccolo rinfresco.
Iniziativa rientrante nella IV Giornata Nazionale sulle Miniere
La collaborazione con Asuc, per il ripristino degli ex siti minerari.



martedì 29 maggio 2012

SERATA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

L'Associazione Robin Hood "Padre Matteo D'Agnone" invita tutta la popolazione a Tione il 1 giugno 2012 alle ore 20,30 presso la sala ex biblioteca per una serata di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.

PROGRAMMA
Saluti e introduzione:     
Assessore alle politiche sociale M. Girardini del comune di Tione di Trento 
Assessore alle politiche sociale Avv. L.Olivieri della Comunità delle Giudicarie 
Parroco di Tione di Trento Don Olivo Rocchetti
Interventi programmati:  
Presidente dell'Associazione Mosaico L.Lupattelli
Presidente dell'Associazione Auser delle Giudicarie M.Carella
Presidente dell'Associazione Robin Hood Adriano Accili 
Presidente del Banco Alimentare Dott. Duilio Porro
Coordinatore Progetto Siticibo  Roberto Scarpari 
Dibattito
Conclusioni

Contatti: ASSOCIAZIONE ROBIN HOOD PADRE MATTEO D'AGNONE  VIA PINZOLO 8/A TIONE DI TRENTO ( TN )

lunedì 28 maggio 2012

Il nuovo mondo di Terrence Malick (2006) - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

 
Questo è un film che non vi lascerà indifferenti, ma vi colpirà nel profondo del cuore.
E' un film che parla con la splendida musica di Wagner e Mozart. E con le suggestioni e le atmosfere create dalle stupende immagini del regista. Parla con i rumori della natura, con i pensieri dei protagonisti, con lo scorrere di un ruscello sulle rocce, con il maestoso incedere di antichi velieri lungo il fiume. I dialoghi sono pochi, spesso sostituiti da una voce fuori campo che narra la vicenda.

Il film è una bellissima storia d'amore, ma non solo questo.

Siamo nel 1607, in Virginia. Tre navi inglesi approdano nel Nuovo Mondo, sulle rive del fiume James. E già la sola sequenza dell'arrivo di queste navi, osservate dagli indigeni nascosti tra la vegetazione sulle sponde, è qualcosa di magico e stupefacente. Il merito va alla fotografia e alla musica de L'oro del Reno di Wagner (se ne volete un assaggio, potete iniziare a calarvi nel nuovo mondo  qui :

 
I coloni iniziano la costruzione della città di Jamestown, mentre alcune navi ripartono per l'Inghilterra. Torneranno a primavera con tutto quanto necessario agli abitanti.
La vita della nuova piccola colonia non è però logisticamente semplice. Il capitano Smith viene così incaricato di spingersi all'interno, lungo il fiume, per cercare rifornimenti.
La spedizione fallisce e lui viene fatto prigioniero dalla tribù degli indiani Powhatan. Gli viene risparmiata la vita e viene condotto al loro villaggio, dove conosce Pocahontas, giovanissima figlia del capo tribù. E si innamorano. Lentamente, ma inesorabilmente e perdutamente.
Affascinato dalla semplice ma 'pura' vita degli indiani, Smith diventa quasi uno di loro, mentre gli incontri con Pocahontas diventano sempre più intimi e frequenti. Smith è tentato di lasciare tutto per continuare la propria vita nel villaggio. Ma alla fine torna a Jamestown.
La vicenda ovviamente continua. Ci sarà una guerra con gli indiani. Rivedremo tornare le navi partite subito dopo il primo sbarco. La scena si sposterà anche in Inghilterra, trascinando e affascinando lo spettatore per oltre 2 ore.
Non voglio dirvi di più, anche se la storia della principessa Pocahontas forse la conoscete già.
Un film da vedere, a mio parere, senza dubbio alcuno.

Mirko
25/5/2012

venerdì 25 maggio 2012

FINALE DEI TORNEI DI LETTURA

Mercoledì 23 la I B delle scuole medie di Tione, vincitrice delle eliminatorie, è andata in trasferta a Spiazzo per disputare la gara finale del torneo di lettura organizzato dalla nostra biblioteca in collaborazione con le bibliotecarie di Pinzolo. Le altre classi finaliste erano la I E e la I F, entrambe di Spiazzo.
 
Quest'anno la preparazione dei ragazzi ha fatto gongolare bibliotecarie e insegnanti: tutti hanno letto con attenzione i libri proposti cercando di entrare nella mente delle diaboliche bibliotecarie che si sono inventate le domande per i giochi. 
Nelle eliminatorie abbiamo lamentato una scarsa perizia nella pallacanestro (come sottolineato  in un post precedente ) ma mercoledì abbiamo notato un deciso miglioramento della coordinazione motoria dei ragazzi. Immaginiamo dure sessioni di allenamento con tiri liberi di carta appallottolata nei cestini.

Abbiamo proposto cinque giochi che ci hanno tenuti impegnati per tutta la mattinata, fortunatamente sotto il sole, con l'eco lontana della motofalciatrice e gli sguardi curiosi dei ragazzi delle altre classi che in mattinata hanno fatto capolino dalla loro tana per un fenomeno biologico chiamato "ricreazione".
Speriamo che anche i nostri giovani lettori agonisti si siano divertiti: la settimana prossima porteremo in classe i libri vinti dalla I B e i premi di consolazione per le classi di Tione eliminate.




Dietro ai sorrisi vedete i ragazzi della I B...

...e le bibliotecarie soddisfatte!

"Il cimitero dei vangeli segreti" di Ted Dekker - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Innanzitutto il titolo. Fuorviante. Nel romanzo, un ottimo thriller che scava nell’abisso, e ancor più giù, delle ferite per sempre sanguinanti dei protagonisti, non si narra né di vangeli né di codici segreti, e neppure di campisanti, bensì di vendetta, di missione, di redenzione, di perversione, di peccato,  il tutto compiutamente sedimentato sul piedistallo di una delle più grandi atrocità del secolo appena trascorso: la pulizia etnico-religiosa operata dall’esercito serbo nei confronti dei cattolici e dei mussulmani in Bosnia (1992-1995).
Un dramma smisurato (assistere impotente allo sterminio della propria famiglia) invade l’anima del quindicenne Danny, che si stratifica anno dopo anno sulla sua pelle e lo porta a fuggire, vanamente però, dai propri fantasmi, lontano negli Stati Uniti. Lì diviene un prete – giustiziere, giudice unico e carnefice spietato di stupratori, spacciatori, delinquenti, sfruttatori, che si attribuisce il compito di migliorare la società ripulendola dalle persone peggiori.  Tutti serpenti a cui però, prima della sentenza finale, offre la possibilità, quasi sempre da questi ricusata, di pentirsi, e quindi, grazie a questo, di salvarsi.
Poi l’incontro con Reneè (nome che in francese vuol dire rinata), ex cocainomane e devastata da altrettanto furore vendicativo, che grazie a lui effettivamente rinasce a nuova vita, come lui convinta che il male sia l’unica arma efficace contro il male, che il peccato non meriti altra punizione se non la morte.
Il dilemma chiave del romanzo è: cos’è che rende un’azione cattiva? Un’azione è cattiva in sé, intrinsecamente, oppure il mentire, come l’uccidere, è giusto o sbagliato a seconda dell’esito che ci si propone?
Buona lettura.”
Massimo

Esposizione internazionale di cactus e succulente

Per gli amanti del genere il 26/27 maggio presso gli spazi espositivi di Trento Fiere via Briamasco saranno presenti i migliori vivaisti europei. Vedi programma Cactus e succulente

giovedì 24 maggio 2012

MONTAGNA E TERRITORIO UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE

Martedì 29 maggio 2012 il Giornale delle Giudicarie organizza una serata in occasione del suo decennale con Luis Durnwalder, governatore della Provincia di Bolzano e Annibale Salsa, scrittore e professore esperto di territorio, turismo e ambiente
Auditorium delle Scuole superiori di Tione di Trento ore 20
Montagna e territorio un patrimonio da valorizzare

Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca (2000) LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO


Scrivo la recensione di questo film oggi, 24 maggio 2012, non a caso.
Perchè proprio mentre scrivo si stanno svolgendo i funerali di Stato di Placido Rizzotto, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di numerosi ministri.
Rizzotto, segretario socialista della Camera del Lavoro di Corleone (PA), scomparve la sera del 10 marzo 1948. Fu vigliaccamente prelevato in strada, a Corleone, da un gruppo di mafiosi, guidati da quello che diventerà un potente un boss di Cosa Nostra, Luciano Liggio.
Fu portato in campagna, selvaggiamente picchiato e infine scaraventato, probabilmente moribondo, in una profonda frattura del terreno.
Il suo corpo è rimasto li, vergognosamente, per decine di anni.
Ma proprio oggi i suoi resti stanno ricevendo gli onori che ben meritano.

Rizzotto era un uomo con la schiena ben dritta. Ebbe il coraggio di rappresentare gli interessi dei lavoratori contro quelli dei latifondisti agricoli siciliani, appoggiati dalla mafia e da pezzi dell'apparato statale. Guidò le lotte sindacali in Sicilia e l'occupazione delle terre, tenute incolte dai mafiosi, per distribuirle ai contadini onesti.
La mafia non stette a guardare. Cercò d'intimidire lui ed i suoi compagni. Ma Placido Rizzotto non cedette di un passo e alla fine pagò con una morte terribile il suo coraggio e la sua onestà intellettuale.
Non fu un omicidio isolato. Erano anni in cui i morti di mafia contro il mondo del lavoro si susseguivano, anno dopo anno.
A partire dalla strage di Portella delle Ginestre dove nel 1947 gli uomini del bandito Salvatore Giuliano, ben nascosti sui monti circostanti, spararono con le mitragliatrici su un pacifico corteo di migliaia di contadini che festeggiava il 1° maggio. Morirono anche donne e bambini.
Mi sono sempre chiesto con che coraggio questi banditi si definiscano uomini d'onore.
Che onore c'è a sparare su donne e bambini ?

Questo film racconta appunto la storia di Placido Rizzotto, fino alla sua morte e alle indagini che un giovane e tenace tenente dei carabinieri cercò di condurre in un ambiente ostile alla Legge, spronato da chi sostituì Rizzotto come segretario alla Camera del Lavoro. Due personaggi che diventeranno anch'essi famosi e che pagheranno con la vita la loro lotta quotidiana e continua contro la mafia (non vi dico chi sono, per non rovinarvi la sorpresa).
E' un film che, a mio parere, dovrebbe essere proiettato nelle scuole.

Ciao Placido, riposa in pace e grazie per quello che hai fatto.
Anche per noi che viviamo così lontano da Corleone.

mercoledì 23 maggio 2012

Incroci di Pagine letteratura, scienza, arte contemporanea e società

Giovedì 24 maggio 2012, dalle ore 17.30 presso la  Biblioteca Comunale di Trento. Nell' ambito della manifestazione Incroci di pagine sarà presentato il libro Splendori e miserie del cervello. L’amore, la creatività e la ricerca della felicità di Semir Zeki, Codice Edizioni
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Ritiro dei biglietti gratuiti al Museo delle Scienze (Trento, via Calepina 14) a partire dal 22/05
 
Vedi programma  incroci di pagine

BOOKS IN THE WOODS Ed.II La Fine del Mondo Storto

Buongiorno,  avete da fare questo fine settimana, 26 e 27 maggio 2012?
Parte la seconda kermesse legata alla cultura editoriale a titolo "Books in the Woods" . Il programma prevede una due giorni di intense (e gratuite!) attività legate al mondo editoriale. Il tema di questa edizione è l'attenzione e la cura al nostro mondo, con cenni al romanzo di Corona ("La Fine del Mondo Storto") e saranno presenti ospiti, novità editoriali e un workshop di scrittura creativa gratuito, tenuto da uno scrittore e regista.
Per ulteriori informazioni o prenotazioni:


Fam. Ferrari
CAPANNA DURMONT
0465.326397

PROGRAMMA BOOKS IN THE WOODS

martedì 22 maggio 2012

Il film dell'obbligo di Luigi Allori (2011)



Luigi Allori è un giornalista scientifico professionista.
La sua vera passione è però il cinema. E su questo argomento ha scritto veramente tantissimi articoli e libri, tra i quali questo Il film dell'obbligo, un manuale pratico per fare cinema con i ragazzi a scuola.
E sapendo come in Trentino la scuola sia particolarmente viva e aperta, vorrei segnalarlo a genitori e insegnanti. E, aggiungo, anche a chiunque decida di passare qualche domenica con un gruppo di amici in un modo diverso, divertente, gratificante ed intelligente.
Ho chiesto all'autore di regalarne una copia alla Biblioteca di Tione e Luigi Allori molto cortesemente me la farà avere, con tanto di dedica alla nostra Biblioteca. Presto la troverete sugli scaffali.

Cosa contiene il libro credo lo spieghi molto bene la quarta di copertina, ve la riporto quindi integralmente. 

1)      L'obbligo del film a scuola - Ovvero due o tre cose carine (e altrettanto tremende) per cui si deve fare cinema in classe
2)      Come dirlo ai ragazzi - Ovvero come porre una domanda pazzesca : 'che ne direste se facessimo un film in classe?'
3)      Che storia ci inventiamo ? - Ovvero come scegliere insieme l'argomento e come scrivere il soggetto e la trama
4)      Passiamo dalle parole ai fatti – Ovvero come preparare uno storyboard, vale a dire una sceneggiatura figurata
5)      Impariamo a immaginare – Ovvero come andare alla scoperta del fantastico linguaggio del cinema
6)      Prepariamoci alle riprese – Ovvero come scegliere e allenare gli attori e come procurarsi il fabbisogno
7)      Scriviamo con le immagini – Ovvero come funzionano e come si usano la macchina da presa e la videocamera
8)      Ciak! Si gira – Ovvero come effettuare il montaggio delle immagini con le forbici poetiche
9)      Giochiamo al taglia e cuci – Ovvero come effettuare il montaggio delle immagini con le forbici poetiche
10)  E' il momento dell'autocritica – Ovvero come guardarsi in faccia e giudicarsi su e giù dallo schermo
11)  Diamo voce allo schermo – Ovvero come aggiungere alle immagini parole, rumori e musiche
12)  Incontriamoci con il pubblico – Ovvero come organizzare la promozione per la nostra prima visione
13)  Giochiamo con i nonni di Lumiere – Ovvero come costruire un teatro delle Ombre, una lanterna, due tropio e uno scopio

Ovviamente il libro non va preso come un corso di cinematografia, ma solo come un insieme di suggerimenti per iniziare a mettersi all'opera, poi come si dice ….l'appetito vien mangiando.
Proprio per questo conto di vedere proiettata, al Teatro Comunale tra qualche mese, l'opera prima di un novello Moretti trentino.
Il libro non si trova nelle librerie. Se qualcuno dopo averlo letto ne volesse una copia, da pastrocchiare in libertà, mi lasci un messaggio in biblioteca. Nel miei avanti e indietro da Milano (senza fretta però!) vedrò di procurarglielo. Il costo è di 15 Euro.

Mirko

venerdì 18 maggio 2012

CONFESSIONI DI UN RAGAZZO PERBENE di Marino Buzzi

In attesa di incontrare l'autore Marino Buzzi incominciamo a conoscerlo attraverso l'intervista rilasciata alla trasmissione Il chiodo fisso che va in onda ogni giorno alle ore 10.50 su Radio Rai 3. INTERVISTA

giovedì 17 maggio 2012

SACRIFICIO”, UN PROGETTO TEATRALE PER I GIOVANI

Bando di concorso per sette attori e un aiuto regista non professionisti per la realizzazione dello spettacolo teatrale “Sacrificio tratto dall’omonimo romanzo di Giacomo Sartori.
In allegato si trova il bando di concorso ed informazioni dettagliate sulla selezione rivolti a ragazzi/e tra i 18 ed i 35 anni. http://www.stradanovaslowtheatre.it/sacrificio.php

martedì 15 maggio 2012

E – Il mensile


Questa volta non vi parlo di un libro o di un film, ma di un mensile.
Si chiama E-Il mensile ed è il periodico che Emergency pubblica da più di una anno ormai.
Lo trovate in edicola.
Non credo che qualcuno possa non conoscere Emergency, ma per i pochi che non ne hanno mai sentito parlare dirò due parole.
Emergency è un'associazione italiana indipendente e neutrale che offre cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine anti-uomo e della povertà in vari paesi del mondo. Emergency è costantemente impegnata a diffondere nel mondo una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.
In 18 anni ha curato oltre 4,6 milioni di persone e ad oggi è presente in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centro-Africana, Sierra Leone e Sudan.
E da qualche tempo anche in Italia. Con centri fissi a Porto Marghera e Palermo. E due ambulatori mobili su bus, che seguono gli spostamenti dei migranti, impegnati nei lavori agricoli stagionali, nelle varie regioni del Sud Italia.
Vi stupirà sapere che a Marghera, al primo posto come 'clienti', ci sono gli italiani.

Ma  torniamo al mensile. Il lancio è avvenuto con lo slogan 'per chi non se la fa raccontare' ed in effetti i giornalisti ed i fotografi che vi lavorano con passione non sono dei passa carte. Le storie che raccontano le vivono sul campo. Soprattutto sono degli eccellenti professionisti che, come si dice, svolgono il loro lavoro consumando le suole delle scarpe.
Il direttore è Gianni Mura, nome storico del giornalismo italiano. Altri nomi che posso citare a caso sono Andrea Camilleri, Claudio Bisio, Ettore Mo, Enrico Bertolino, Angelo Miotto, Alessandro Robecchi, Iaia De Ambrogi, Maurizio Galimberti, Gino&Michele e tanti altri. Basterà cercare le loro biografie sul web per scoprire di chi stiamo parlando.
Gli argomenti non sono legati all'attività dell'associazione. Si parla di tutto, rispettando ovviamente lo spirito che muove Emergency. E le foto sono sempre molto presenti. 
Per darvi un'idea butto lì qualcuno degli argomenti trattati nel numero di maggio : mettersi insieme per creare lavoro, come sta cambiando Pechino, la situazione dei Paesi Baschi, la sanguinosa guerra dei 'narcos' in Messico, una conversazione col fotografo Mario Dondero, la chiusura dei centri di ricerca italiani di due Big Pharma.
E il tutto accompagnato da foto, a colori o in bianco e nero, veramente straordinarie.
Leggerlo ed acquistarlo lo ritengo personalmente una cosa saggia e per due motivi.
E' un mensile veramente interessante, diverso dagli altri e ben fatto. Il numero di copie vendute in continuo aumento lo dimostra.
E' un modo concreto di sostenere Emergency, per diffondere le sue 'buone' idee e la sua cultura di pace. Il mondo ne ha bisogno, non credete ?

PS: sarebbe un periodico che ci starebbe proprio bene nella nostra sala lettura, in biblioteca. Cosa ne dite signore bibliotecarie ?

Mirko 14/5/2012

lunedì 14 maggio 2012

OFFICINA MEDIO ORIENTE

http://www.abitarelaterra.org/

LO SCRITTORE CONSIGLIA....

L'UOMO AUTOGRAFO di Smith Zadie (recensione inviata da Daniele Cerrai)
Salve a tutti. In preparazione della presentazione de "Il Circo Ivankovic" da voi, in quel di Tione, due note sul libro. Tra il serio e il faceto, tra un dirottamento dei libri di Moccia e un ringraziamento ai Wu Ming, il romanzo ha più riferimenti cinematografici, giornalistici che letterari. Qualcuno comunque ne ha. Questo per esempio. Algida scrittura pop, ben racconta lo spirito lieve dei giovani odierni.
http://www.ibs.it/code/9788804527602/smith-zadie/uomo-autografo.html

venerdì 11 maggio 2012

Giovedì 10 maggio 2012
Cari amici del giovedì!

I primi caldi hanno affaticato i nostri solerti lettori: smessa l’impenetrabile formazione a testuggine in molti si sono dispersi negli orti da coltivare o si sono lasciati richiamare dal potere tranquillizzante dell’otium. Pur apprezzando in genere il libro proposto, siamo in molti a doverlo ancora terminare, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la densità delle informazioni che la scrittura di Maria Grazia Siliato ci offre.
Come in una partita a Risiko a carattere universale, la Siliato muove i suoi eserciti di parole tra guerre antiche e moderne, tra scontri reali e battaglie interiori. Le persone, quelle che sono, quelle che sono state e quelle che saranno, sono ingranaggi fondamentali della storia e tramandano i pensieri e i messaggi attorno cui l’umanità non può fare a meno di ruotare.
Il dolore di ogni singolo uomo lascia traccia nell’animo di chi lo sfiora, anche solo in un racconto come questo. La lettura può costituire un percorso difficile e doloroso in un campo minato di storie difficili, di tragedie personali, di opprimenti grida corali. La Storia è un racconto che viene tradotto dal tempo: l’inchiostro del vincitore è scuro e durevole, mentre quello dei perdenti è spesso sbiadito e richiede tecniche sofisticate e ricerche meticolose per essere riportato alla luce.
E’ piaciuto molto il punto di vista del romanzo, che sbilancia e mette in discussione la visione romanocentrica con cui la storia ci è stata tramandata. La spiritualità che trabocca da ogni simbolo incuriosisce il lettore e lo spinge ad approfondire i caratteri delle religione ebraica, universalmente noti solo in modo superficiale.
Due temi in particolare hanno armato gli animi: la discussione sul suicidio come forma di estrema scelta di dignità e quella sulla struttura materiale della Chiesa, che nel corso della storia è riuscita solo a passo di lumaca ad adeguarsi alla contemporaneità. Mi astengo dall’approfondire in questa sede i percorsi seguiti dalla discussione, perché le parole scaturite dalla sfera intima di ognuno dei partecipanti meritano di restare chiuse nello scrigno dell’istante in cui sono state pronunciate.
Lascio a imperitura memoria, per chi leggerà questi appunti tra una ventina di secoli rinvenendo in una giara di plastica l’hard disk della biblioteca(tra parentesi una mesta riflessione collaterale sulla tristezza della futura archeologia…), una piccola chicca di antica biblioteconomia. Tratto da Masada di Maria Grazia Siliato (pagina 158): “Vicino all’ingresso della sala di lettura, un piccolo foro comunicava con la stanzetta del bibliotecario. Per quel foro lo studioso, seguendo il rigoroso calendario degli studi, lasciava cadere la tessera –una pietruzza rettangolare su cui era inciso il suo nome- in un piccolo incavo a forma di scodella. In silenzio, la porta si apriva, introduceva lo studioso nella sala di lettura, si richiudeva senza rumore. Tra la sala di lettura e la Biblioteca era aperto uno sportello con una mensola d’appoggio. Il bibliotecario, il solo a muoversi in quell’aria protetta, in una penombra permanente, dove le migliaia di rotuli riposavano su lunghi scaffali, deponeva sulla mensola l’opera richiesta. Lì le sue mani esperte svolgevano e riavvolgevano il rotulo (…) fino al punto desiderato dallo studioso, che andava a sedersi in silenzio e che, al termine della ricerca, l’avrebbe riconsegnato. La sala di lettura era stata pensata con una logica severa di meditazione e silenzio. Attorno alle pareti, banchi e leggii; e ciascuno dei presenti, nella sua rituale tunica di lino bianco, sussurrando a fior di labbra all’uso antico, sprofondava nella meditazione di quanto andava leggendo”.
Abbiamo la “penombra permanente”: ci stiamo attrezzando per il silenzio, la meditazione e le tessere di pietra. Purché a nessuno venga in mente di lapidare le bibliotecarie…
Per il prossimo incontro, il 14 giugno,  leggeremo “Ascolta la mia ombra” di Marc Levy.

mercoledì 9 maggio 2012

TORNEO DI LETTURA ovvero LA PALLACANESTRO, QUESTA SCONOSCIUTA

Da qualche mese i ragazzi delle prime medie attendevano la giornata di oggi: come bravi esploratori si sono calati negli otto libri che abbiamo loro proposto e ne hanno perlustrato ogni anfratto. Non si sono lasciati sfuggire alcun dettaglio, hanno memorizzato luoghi, personaggi, avvenimenti.

Purtroppo è stato subito evidente che il duro allenamento mentale non è stato supportato dall'adeguato training fisico: fare canestro negli scatoloni per ricevere i foglietti con le parole da incollare si è rivelato più arduo del previsto. Qualcuno ha provato a tirare in ballo campi magnetici di origine non identificata, complotti interplanetari e influenze aliene, ma vi assicuriamo che se la palla non entra in una scatola posta a mezzo metro dai piedi del lanciatore non è colpa della scatola. E nemmeno della palla!
Per fortuna gli atleti si sono rifatti con la corsa...

Alla fine dei tre giochi, possiamo fare i complimenti a tutti i partecipanti per l'impegno e la partecipazione attiva: abbiamo notato una buona preparazione che ci fa molto piacere. Un grande evviva per la I B, la squadra verde, che con 147 punti si qualifica per la finale a Spiazzo!

E questo pomeriggio? RAGAZZI: tutti a giocare a pallacanestro, per favore! E che le playstation prendano pure la polvere...


martedì 8 maggio 2012

"IL DIVANO DI ISTANBUL" di Alessandro Barbero (2011) - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO


Per prima cosa devo ringraziare Margherita, che mi ha fatto riscoprire questo autore.
Dopo aver letto, su suo consiglio, Gli occhi di Venezia ho letto questo e mi è piaciuto molto.

Non è un romanzo. E' un saggio che ripercorre la storia del grande impero ottomano, fino alla sua graduale disgregazione ed alla nascita dell'odierna Turchia.
E' scritto molto bene e si legge con facilità.
L'impero ottomano fu grande e potente. Riuscì a dominare un territorio vastissimo, da Algeri alla Mecca, da Baghdad a Belgrado, cioè il Mediterraneo, il Vicino Oriente, l'Anatolia ed i Balcani. Arrivò fino alle porte di Vienna, il cui lungo assedio fu però vano.
La maggioranza dei sudditi era quindi mussulmana, ma i cristiani erano quasi la metà. Poi c'erano gli ebrei, molto meglio trattati ed inseriti qui, rispetto all'Occidente cristiano.

I fondatori dell'impero erano cavalieri abilissimi. Nomadi provenienti dalle steppe dell'Asia, che si installarono in Anatolia. Il cavallo era al centro della loro cultura. Ed il potere di un dirigente era indicato con un numero di code di cavallo.
L'impero nasce nel '300, quando la dinastia ottomana crea uno stato che si espande verso l'attuale Turchia e verso i Balcani.
Era un impero immenso, multietnico, tollerante, multi-religioso, dove trovavano ospitalità sia i cristiani che gli ebrei. Anche se i musulmani avevano comunque una posizione di privilegio.
L'integrazione tra le varie culture e religioni era veramente messa in pratica nella stessa organizzazione dell'Impero.
Ad esempio i Giannizzeri, la fanteria scelta del Sultano, la parte più importante del suo esercito, era composta da cristiani convertiti provenienti dai Balcani. Venivano presi da bambini ed allevati per diventare quei guerrieri così temuti dai cristiani.
E per secoli anche l'intero gruppo dirigente  fu reclutato tra i cristiani, allevati alla corte del sultano per diventare alti funzionari dello stato. Il capo della flotta ottomana fu per molto tempo un cristiano rinnegato.
Oggi in Italia si nega la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia.
Credo che ne abbiamo da imparare dai 'terribili turchi' !

L'impero ottomano ha rappresentato, per l'autore, un temutissimo rivale per gli europei dell'Occidente: un rivale non soltanto nel senso militare, ma anche nel senso che incarna un modello di società, di cultura, di convivenza religiosa alternativo a quello occidentale, un modello che a qualcuno può addirittura apparire più preferibile.
E infatti il libro racconta di come gli abitanti cristiani ed ebrei di Cipro furono ben contenti di essere liberati dal giogo della Repubblica di Venezia, passando sotto gli ottomani. Questi furono accolti come dei liberatori.
Mi fermo qui. Spero di avervi incuriositi e che leggerete anche voi questo libro.
E personalmente mi auguro di avere presto i fratelli turchi con noi in Europa.
Sono un grande popolo, erede di una grande civiltà. Se lo meritano.

Mirko
6/5/2012