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lunedì 30 aprile 2012

"E POI", Natsume Soseki - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Michele P., appassionato di letteratura orientale,  consiglia la lettura di "E poi" di Natsume Soseki.
"Una sapiente e interessante lettura. Il libro ci appare nella sua interezza come una rappresentazione della cultura nipponica, ove il conformismo bieco (non solo orientale!), la natura e una delicata storia d'amore coinvolgono il lettore."

"TEMPI MIGLIORI", Penny Vincenzi - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Zita M. consiglia la lettura di "Tempi migliori" di Penny Vincenzi.
"L'ambiente è l'America. I fatti sono le vite di persone che si intrecciano a causa si un incidente automobilistico. Scorrevole."

Colori dal mondo - quinta edizione

Mousikè -Danza e musica nel parco


Con il termine Mousikè si intendeva, nell’antica grecia, l’insieme delle arti presiedute dalle muse. Questo comprendeva la poesia, la letteratura, la musica, il teatro, il canto, la danza.


Il parco di Tione, sabato 26 maggio alle ore 18.00 sarà trasformato in un teatro naturale che accoglierà tra i suoi alberi la mini orchestra di SMG sede di Storo, accompagnata da Sergio La Vaccara e le piccole danzatrici dei corsi di Solo Danza seguite da Elisabetta Ghetti. Lo spettacolo di musica e danza sarà intessuto di letture tratte da “Lettere dalla danza” testi scritti dal 1905 al 1927 da Isadora Duncan, pioniera della Nuova Danza. I testi saranno letti da Licia Simoni.
“Date ai bambini la bellezza, la libertà, la salute (...) Tutta la speranza per il futuro la vedo riposta in una grande scuola dove i bambini impareranno a danzare, a suonare, a cantare e a vivere per la Bellezza e la Saggezza del mondo” (Isadora Duncan)

Lo spettacolo concretizza la visione di SMG nei confronti di un’educazione estetica attraverso la musica e la danza per uno sviluppo armonico del bambino e per una formazione sempre all’interno di un orizzonte di bellezza e libertà. I testi di Isadora contribuiscono a sottolineare l’importanza di tale educazione auspicata ormai un secolo fa ma assolutamente attuale, finalizzata alla formazione di persone migliori, che possano nutrire nella propria esperienza “l’idea del bello” in tutti i suoi significati e sfumature. Per poter essere cittadini del mondo attenti, rispettosi di sé, degli altri, dell’ambiente che li circonda. Si perpetua così anche in questa piccola dimostrazione del lavoro svolto dagli allievi di SMG, l’antica speranza condivisa con “l’Idiota” di Dostoevskij che (forse):
 “ la bellezza salverà il mondo”.
Non so se davvero la bellezza riuscirà in un intento così pretenzioso, ma guardando la cura e il piacere dei bambini che suonano e delle danzatrici la gioia e il benessere nel danzare, un dubbio potrebbe assalirci.
                                                                                      Elisabetta Ghetti

Israele-Palestina: serata di approfondimento con don Nandino Capovilla

Presentazione "La luce sul mare" di Angelo Maurizio Mapelli

giovedì 26 aprile 2012

"LA BAMBINA DI NEVE" di Eowyn Ivey (2012)

Ho appena finito di leggere questo stupendo libro e non sono riuscito a trattenermi. Ho voluto subito farvi partecipi della mia commozione e stupore. Scusate l'invadenza.

E' il primo romanzo dell'autrice, Eowyn Ivey, che vive in Alaska.
La storia prende spunto da un antica favola russa. Due anziani, senza figli, decidono di andare in giardino e fare una bambina di neve. Forse prenderà vita, si dicono, e sarà per noi come una piccola figlia. E' così che nasce Snegurrochka. Nella versione originale la bambina impara dalla madre umana la pietà e le emozioni. E proprio per questo, nel momento in cui si innamora per la prima volta, il suo cuore si scalderà. E così la bambina di neve si scioglierà.

Il libro è ambientato nel 1920, in Alaska, dove due coniugi di mezza età, Jack e Mabel, che hanno perso un figlio alla nascita, si sono trasferiti per cercare la solitudine e rinsaldare la coppia.
La vita si rivela subito durissima. Lavorare la terra, in quelle lande selvagge ed incontaminate, è una fatica terribile. Jack pensa di abbandonare il progetto, Mabel tenta il suicidio.
Ma una sera, mentre cade la prima fitta nevicata, l'allegria riprende il sopravvento. Tornano ragazzi, fanno a palle di neve e decidono poi di costruire un pupazzo di neve. Una bambina. La completano con un paio di guantini ed una sciarpa. E la notte, nel loro letto, ritrovano l'intimità perduta da tempo.
La mattina li aspetta però una sorpresa. Il pupazzo è diventato un piccolo mucchio di neve. Guanti e sciarpa sono spariti. Dove c'era la bimba di neve partono delle piccole impronte che si perdono nel bosco. E da quel mattino una bambina bionda, con gli occhi azzurri, di ghiaccio, appare e scompare tra gli alberi, accompagnata da una volpe rossa. Si chiama Pruina e tornerà a trovare la coppia, pur vivendo solitaria nell'asprezza dell'inverno di quelle regioni e....qui mi fermo perchè non voglio rovinarvi la magia e le sorprese di questo romanzo.

Il libro è una moderna interpretazione dell'antica fiaba russa. Gli ambienti sono quelli dei grandi boschi, dei fiumi ghiacciati, degli animali del bosco, delle erbe, dei fiori, della neve che cade fitta, delle montagne impervie, del gelo estremo, dei silenzi, rotti dall'improvviso levarsi di un uccello, del terso cielo blu dell'inverno, della natura incontaminata e ostile.
E' una bellissima favola, scritta benissimo, che leggerete tutta d'un fiato.
Lasciatevi consigliare è proprio bello, bello, bello !

Mirko 20/4/2012

martedì 24 aprile 2012

"LA VITA E' ALTROVE" di Milan Kundera - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Intensa e struggente la vita dell’adolescente Jaromil, narrata dal concepimento sino alla prematura morte, sullo sfondo di una Praga in piena eccitazione rivoluzionaria (quella socialista del secondo dopoguerra). Poeta per predestinazione (e ostinazione materna), rivoluzionario, passionario, il ragazzo ama e odia e corre e desidera, fugge e ritorna, e scrive e scrive e sogna, e tutto sempre con totalizzanti intensità ed energia. Con l’avanzare degli anni egli si distanzia, ma mai senza troppa convinzione, da quell’amore materno troppo eccessivo, troppo geloso e pretenzioso. Vano tentativo però. Sul letto di morte le sue ultime e più belle parole mai proferite ad una donna saranno proprio per lei, la madre, donandole insperatamente il senso di una vita intera.

Ciao
Massimo

lunedì 23 aprile 2012

23 APRILE GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

Il 23 aprile si celebra l’annuale Giornata Mondiale UNESCO dedicata al Libro ed al Diritto d'Autore celebrata dall’UNESCO sin dal 1996, nel giorno dell’anniversario della morte di tre fra i più grandi autori della letteratura mondiale (Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega) e in corrispondenza della festa di San Giorgio quando in Catalogna per ogni libro venduto si regala tradizionalmente una rosa.

giovedì 19 aprile 2012

"LEPANTO : LA BATTAGLIA DEI TRE IMPERI" di Alessandro Barbero - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

Ebbene si, non ce l'ho fatta a non leggere un altro libro di Alessandro Barbero, ma lo trovo scrittore alquanto interessante.
Lepanto, la battaglia dei tre imperi è soprattutto un saggio storico, non è semplice da leggere e non ha la scorrevolezza della narrativa, ma è un grande libro perchè non ce la fai a smettere di leggerlo, in effetti direi uno studio di una delle battaglie più famose e più scritte.
Battaglia disputata nel 1571 nel golfo di Patrasso fra l'impero ottomano da una parte e la Lega formata da veneziani, stato pontificio, spagnoli dall'altra, è sempre stata considerata quasi una battaglia finale fra oriente e occidente, leggendo questo libro si scopre che questa battaglia è uno dei tanti incontri/scontri politici ed economici avvenuti fra i due mondi, di sicuro non è stata la soluzione di tutti i conflitti.

Qui non si trova di sicuro Europa contro Asia, nemmeno una guerra di religione fra Islam e Cattolicesimo, ma uno studio rigoroso su quanto è stato messo in campo, non solo la storia di una battaglia, ma anche ciò che ha portato a questa battaglia, il lento e faticoso percorso durato quasi due anni che ha portato le due flotte allo scontro.

Ed è anche storia politica fra Venezia, Stato Pontificio e Spagna - e qui ti accorgi che 1500 o 2012 la politica è purtroppo sempre la stessa ignobile cosa -  intrighi, miserie, trattative sottobanco e quant'altro per poter spuntare il meglio, per avere di più con o senza meriti, per potersi considerare comunque il "capo" della flotta.
Finalmente anche un libro che tratta una storia non dalla parte del vincitore o del vinto, ma semplicemente ognuna delle due parti ha il suo spazio, ha la sua disamina il più obbiettiva possibile di ciò che ha fatto, di ciò che ha vissuto.
Libro assolutamente consigliato a chi ama la storia.

--
Margherita

mercoledì 18 aprile 2012

Jean-Claude Izzo - Leggi tu che leggo anch'io


Questa volta vi parlo di un autore e non di un singolo volume.
Jean-Claude Izzo nacque a Marsiglia nel 1945 da padre italiano e madre francese, figlia di un immigrato spagnolo e di una francese.
Visse prima a Marsiglia, ma poi si trasferì in un piccolo paese a cinquanta chilometri da questa città.
Di professione fece per qualche tempo il bibliotecario, ma fu anche giornalista per La Marseillaise e poi per un altro giornale minore, lavorò per una radio locale, fu autore di poesie e di numerosi romanzi.
Si trasferì nel 1987 a Parigi, dove continuò la sua attività multiforme : collaborazioni con giornali e riviste, organizzazione di grandi eventi letterari, scrittura di sceneggiature per il cinema e di testi di canzoni. Visse anche a Saint-Malo e morì a Marsiglia nel 2000, a soli 55 anni.
E' un autore non molto noto che però non si può ignorare. A mia opinione è veramente un grande scrittore ed è un vero peccato che la morte ce l'abbia portato via così presto. Chissà che cosa sarebbe stato capace di regalarci negli anni.

Di lui ho letto cinque romanzi e mi sono piaciuti tutti, per questo vorrei condividere con voi il piacere che ho provato nel leggerli.
Partiamo dal più bello, almeno a mio parere : Il sole dei morenti (1999). 
E' la storia di parigino, un uomo normale, con un lavoro, una moglie, una casa, un figlio, una bella macchina. Poi tutto precipita. Perde la moglie, il lavoro, la casa, tutto. Diventa un emarginato, un barbone. E' anche la storia del suo non facile viaggio da Parigi a Marsiglia per sfuggire all'alcool, al freddo, alla solitudine. E della breve storia d'amore con una bella ragazza dell'Est, sfuggita ai suoi sfruttatori e incontrata per strada.
Marsiglia rappresenta il sole, il mare, il caldo ed il luogo del suo primo amore importante. E al termine del romanzo vi arriverà. E' un libro che alla fine vi lascerà gli occhi lucidi. A me è piaciuto veramente tanto.

Poi vi è la cosiddetta Trilogia di Marsiglia e cioè, nell'ordine di uscita, Casino Totale (1995), Choumo, Il cuore di Marsiglia (1996) e Solea (1998). Il personaggio principale è un poliziotto che arriva dai bassifondi della città, Fabio Montale. Un poliziotto che affronta il suo lavoro più da educatore che da sbirro, ostacolato dai suoi colleghi, legati ai movimenti razzisti e violenti della destra estrema. 
Gli intrecci sono spesso complessi, ma la lettura è proprio avvincente.
La storia si svolge tra mare, terra, sole, pranzi consumati alla luce vivissima del Mediterraneo e tra i suoi profumi. Tra anziani ancora battaglieri, piccoli trafficanti, poliziotti corrotti, immigrati, criminali in doppio petto, donne di una bellezza esotica. Piccoli bar e ristoranti si affacciano su altrettanto piccole strade di quartieri multi-etnici, dove si muove una bizzarra, quanto varia, umanità. Persone vere, uomini e donne che spesso vivono ai margini della legalità.
Appunto il cuore nascosto e pulsante della città.
E Izzo, pur scrivendo dei noir, ci parla di problemi importanti, come quello dell'integrazione razziale, dell'immigrazione o della corruzione che lega mafia, alta finanza e politica.

Marinai perduti (1997) parla invece di una carretta del mare, l'Aldebaran,  abbandonata dall'armatore nel porto di Marsiglia. L'equipaggio pian piano abbandona la nave, dove restano solo tre moderni Ulisse: il comandante, libanese, Abdul Aziz, il secondo, greco, Diamantis ed infine il marconista, il turco Nedim. Tre marinai costretti all'immobilità. Tre personaggi le cui storie verranno presto alla luce, confrontandosi tra loro in questo ambiente particolare.

Ho trovato su di un blog questa definizione di Izzo. La riporto tale e quale perchè la condivido pienamente : Izzo non solo sa scrivere come pochi cosiddetti scrittori ma sa raccontare il male di vivere e l'amore per la vita, trascinandoti dentro storie di perdenti, di sognatori, di beoni, di poeti...Ogni libro di Izzo parla della morte, ne è permeato, ma quando finisci l'ultima pagina ciò che rimane è la voglia di uscire ed iniziare a vivere "davvero".

18/4/2012
Mirko.


venerdì 13 aprile 2012

"ORGANIZZARE IL CORAGGIO", Pino Masciari - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO


Samuele Giovanelli ci lascia la recensione di un libro importante e degno di nota.
"Il racconto di un uomo libero, un uomo che ha avuto un'unica colpa: l'aspirazione di voler essere un imprenditore onesto in Calabria. Pino Masciari, dopo aver ereditato l'impresa edilizia del padre, decide di allargare i suoi orizzonti entrando nelle gare d'appalto pubbliche. La sua onestà e la sua bravura come imprenditore lo hanno portato a scontrarsi con il potere e l'egemonia della 'ndrangheta, una mafia che ormai ha espanso i suoi orizzonti, i suoi affari, ben oltre la regione Calabria varcando quelli che sono i confini nazionali.
Nonostante le sue denunce e la sua collaborazione con lo Stato e la giustizia che ha portato a diversi processi con conseguenti arresti, Pino è stato a lungo un uomo solo.
Lui, sua moglie Marisa e i suoi figli Francesco e Ottavia hanno vissuto in esilio dalla loro terra per anni sotto un programma di protezione, un programma in cui lo Stato ha dimostrato spesso la sua debolezza.
Questo libro racconta la sua vita, una vita che si allunga di un giorno per ogni persona che ne viene a conoscenza."

mercoledì 11 aprile 2012

"LA LOTTA DI CLASSE DOPO LA LOTTA DI CLASSE" di Luciano Gallino - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO



Luciano Gallino è professore emerito all'Università di Torino e si occupa da tempo delle trasformazioni del lavoro e dei processi produttivi nell'epoca della globalizzazione.
Il libro è scritto sotto forma di risposte a domande, che gli sono poste da Paola Borgna, professore di Sociologia sempre all'Università di Torino.

E' un libro molto interessante per capire la cosiddetta 'crisi del debito' che sta buttando nella povertà tanti italiani e tanti europei.
La tesi di Gallino è semplice. Sostiene che la lotta di classe nel mondo non è scomparsa, come sembra. Solo che non è più la classe più povera a lottare contro la classe dei ricchi per avere condizioni migliori. Per Gallino da qualche decennio avviene l'inverso.
E' la classe dominante che sta riprendendosi lentamente, ma inesorabilmente, tutto quello che la classe dei lavoratori aveva conquistato nel dopoguerra con le proprie lotte. Pensiamo, ad esempio, a quanto sta accadendo in questi giorni. Il 'disarmo' dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, tra le proteste, più formali che sostanziali, del Centro-Sinistra e del sindacato.
E questa discesa verso la povertà non riguarda più soltanto la classe operaia, ma ormai anche la  classe media.

Dice Gallino che questa lotta di classe 'negli ultimi decenni ha seguito due strade : elevati sgravi fiscali a favore dei ricchi e forti riduzioni delle imposte sulle società. L'effetto è stato quello di essiccare i bilanci pubblici dal lato delle entrate, il che ha reso necessario tagliare le spese di maggior utilità per i lavoratori'.
L'autore porta l'esempio della Francia dove, dal 2000 al 2009, il 5/10% della popolazione (i più ricchi) ha goduto di sgravi per circa 100/120 miliardi di euro, svuotando le casse dello stato.
Questo calo delle entrate ha comportato tagli alla sanità, alle pensioni, alla scuola e al pubblico impiego.
E a fine 2011 il primo ministro francese Francois Fillon, guarda caso, ha dichiarato che l'ammontare di questi tagli è stato proprio di circa 100 miliardi di euro. Tutto torna.

Il libro è stato scritto dopo le prime manovre di Monti e quindi è aggiornatissimo su quanto sta accadendo qui in Italia, pur spaziando sull'intero pianeta.
Esso contiene decine di informazioni, circostanziate e suffragate da dati, che rivelano una realtà diversa da quella che ci viene presentata ogni giorno in TV o sui giornali, a meno di leggere le pagine più interne e poco comprensibili delle testate economiche specializzate.
Per esempio che in Italia il 90% del gettito IRPEF arriva da dipendenti e pensionati. E solo il 10% dalle partite IVA.
O che la cassa INPS dei lavoratori dipendenti, gli stessi a cui sono state drasticamente tagliate le pensioni,  è in attivo di 10 miliardi di Euro (bilancio di previsione 2011). E' invece la cassa dei dirigenti, ex-Inpdai, ad essere in rosso di oltre 3 miliardi.
E che i pensionati italiani, tutti, rendono ogni anno al paese, sotto forma di IRPEF pagata, un importo pari a 3 punti di PIL, per cui il bilancio pubblico ricava da loro una plusvalenza di circa 25 miliardi di Euro ogni anno.

Lascio a voi il piacere di leggere questo libro decisamente fuori dal coro. Piacere che alla fine si trasformerà in rabbia scoprendo come il sistema dei media, nonostante tutti si sia bombardati quotidianamente da centinaia di notizie, in verità ci parli di cose molto diverse dalla realtà.

11/4/2012
Mirko

venerdì 6 aprile 2012

"PASQUA", Ada Negri

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l’april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l’eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.
(ADA NEGRI)
 
Vi auguriamo di cuore una buona Pasqua. E che ogni colomba abbia nel becco il ramoscello di terraferma!

mercoledì 4 aprile 2012

UNDICESIMO COMANDAMENTO di Elena Mearini - LEGGI TU CHE LEGGO ANCH'IO

E' un libro che si legge in fretta perchè sono solo 124 pagine.
Lo stile è molto crudo. Sono frasi brevissime. Difficile trovarne una che superi la riga. Più spesso ne prende la metà o poco più. Sono rasoiate, nette, forti, violente, una dietro l'altra. per tutte le pagine.
La storia narra di un problema importante, diffuso in tutto il paese, in tutti i ceti sociali, tra tutte le etnie presenti in Italia.
Si parla delle violenza che la protagonista subisce da parte del marito, giorno dopo giorno.
L'argomento è importante e, a mio parere, meritava di essere meglio approfondito.
Invece il libro è molto essenziale, troppo a mio parere.
Un bravo scrittore dovrebbe andare più all'interno della storia e dei personaggi.
Ed anche del problema 'gravissimo' di cui parla.
Ma lo stile dell'autrice è questo. Può piacere o meno, certo non lascia indifferenti.
Colpisce diretto al cervello.
 Mirko