Giovedì 29 marzo 2012
Cari amici del giovedì!
La riflessione notturna mi ha portata a concludere che l’incontro di ieri si può riassumere in un unico concetto: gli uomini custodiscono i libri affinché i libri custodiscano gli uomini. Un’umanità senza libri sarebbe cieca di memorie, amputata di punti di vista, muta.
“I custodi del libro” è stata per tutti una lettura piacevole, anche se non memorabile, per i riferimenti storici interessanti e per la scorrevolezza della scrittura. Gli spunti per la discussione questa volta però sono derivati più del solito dalle nostre esperienze personali. Per una volta risparmio le parole, perché non posso trasmettere a chi non c’era l’emozione suscitata dal racconto evocativo di Angelo e Natalina che hanno condiviso il ricordo della loro esperienza a Sarajevo.
E posso solamente lasciar immaginare quali storie siano appese alle logore pagine dei libri di preghiera tramandati dalle nonne.
Il discorso sulle diversità religiose e sui muri che proteggono solo se stessi è stato sostenuto dall’impalcatura fatta di vita e di ricordi.
Tra un racconto e l’altro la serata è scivolata fuori dai binari del libro: la storia di Hanna e dell’Haggadah è passata in secondo piano. Mi ha colpita molto però la sincronicità sottolineata da Ida: abbiamo letto un libro che parla dell’Haggadah, delle preghiere pasquali ebraiche, proprio alla vigilia di Pesah, il 7 aprile, in un anno in cui Pesah e Pasqua cadono nella stessa settimana.
Speriamo questa coincidenza possa essere un buon auspicio: qualunque sia la vostra Pasqua, possa portare ricchezza di pensieri e di relazioni.
Il prossimo incontro, il 10 maggio, parleremo del libro "Masada" di Maria Grazia Siliato
Il prossimo incontro, il 10 maggio, parleremo del libro "Masada" di Maria Grazia Siliato


















