Giovedì 1 dicembre 2011
Cari amici del giovedì!
Ci è giunta voce che nella notte di ieri loschi individui hanno attraversato la steppa artica di Ponte Pià, la foresta boreale di Sesena e la tundra di aiuole tionese per scomparire dietro una porta di legno misteriosa. Qualcuno sostiene che si tratti dell’ingresso di una bisca clandestina: scommesse sull’eleganza dei ricci, partite truccate a scala quaranta e il terribile gioco d’azzardo “Leggi tu che leggo anch’io” sembrano pratiche all’ordine del giorno tra questi viziosi. Nell’ambiente della malavita della Busa vengono reclutati in continuazione nuovi lettori incalliti che riversano somme spropositate di esperienze disparate nelle casse dei boss. Qualcuno dei picciotti di comprovata fedeltà ha disertato l’incontro di ieri e già corrono voci di una faida in corso. I tutori dell’ordine si sono preparati per fronteggiare qualsiasi situazione di emergenza. Le intercettazioni ambientali, che non possiamo pubblicare integralmente per garantire la privacy dei rei non confessi, sono contenute nel fascicolo dell’inchiesta denominata “L’eleganza del riccio”, aperto dalla procuratrice (di pensieri) Muriel Barbery. Per dovere di cronaca riportiamo stralci delle conversazioni registrate: “romanzo senza picchi di eventi, ma ricco di contenuti”, “letture introspettive dei personaggi”, “titolo azzeccato: protagonista che vede, ascolta e non si espone pur essendo un contenitore di intelligenza”, “libro pieno di riflessioni articolate sul senso della vita”, “persone diverse che diventano complementari” (evidentemente si tratta di un linguaggio in codice: allusione a un giro di prostituzione?), “non è bella l’idea di vivere un’esistenza facendo finta di essere un’altra persona. E’ triste non poter esprimersi e fondare una vita sulla falsità” (infiltrazioni mafiose nelle istituzioni politiche?), “i piccoli gesti possono cambiare la vita degli altri” (estorsione?), “il libro spazia tra vari livelli di intensità”, “i personaggi risultano delle macchiette”, “finale plateale e deludente”, “l’autrice si pone in cattedra, vuol far digerire la filosofia” (ingerenze nelle forniture alle mense scolastiche?), “finale lascia a bocca asciutta”, “amarezza per la fine banale” (mi autocensuro la battuta su estensione del potere del clan verso San Lorenzo…apprezzate, please!), “personaggi che scoprendosi si trovano”, (Rubygate in salsa tionese?), “impostazione filosofica scorrevole, concetti chiari”, “la bambina ha una consapevolezza difficile per la sua età, ma mantiene l’ingenuità di indicare la via più semplice”, “il finale non è scontato” (organizzazione di un attentato?), “fa pensare, ma non in modo pesante” (spaccio di droga?)…
I rumori ambientali e le frasi smozzicate lasciano intendere un’agghiacciante verità: pare che un panettone sia stato barbaramente sgozzato da un sicario (si pensa addirittura una donna e per di più bibliotecaria) per non aver lasciato passare l’Uvetta durante una partita a poker. Un parossismo di violenza con accanimento di coltello seghettato. L’arma del delitto non è ancora stata ritrovata e nemmeno il resti del panettone, probabilmente disciolti nello spumante per farne sparire ogni traccia.
Le intercettazioni continuano: la certezza del reato non c’è, per ora nessuno è iscritto al registro degli indagati, ma resta la sensazione che il gruppo armato di lettura stia programmando attività sovversive ad ampio raggio. Il gip per le indagini preliminari vuole ascoltare le dichiarazioni da “Testimone inconsapevole” di tale Gianrico Carofiglio per capire meglio sotto quali capi d’imputazione ascrivere i reati del gruppo di lettori biscazzieri.
Pare che il prossimo incontro nell’ombra avverrà giovedì 19 gennaio 2012 (data che racchiude, secondo l’analisi numerologica, molteplici riferimenti massonici) probabilmente alle ore 20.30 in luogo da definirsi: forse, tra una puntata sul rosso e una sul nero, si visionerà una pellicola (sicuramente pirata) di un film sulla vita dei ricci eleganti oppure si criticheranno le prese di posizione del “Testimone inconsapevole”.
Les jeux sont faits. Rien ne va plus (ho imparato il francese da Enrico Ruggeri).
Auguriamo un Natale sereno a tutti e grazie per tutte le belle emozioni che avete ci siamo scambiati in questo anno di letture!
Maira, Daniela, Teresa, Francesca
PS: mi scuso per il tono assolutamente svagato di questo resoconto: non sono abituata a fare le ore piccole per bene tre sere di fila e i miei neuroni danno segni evidenti di narcolessia.