Cari amici del giovedì!
Il mio oroscopo di oggi prevede pensieri appannati, scrittura affaticata, viaggio in nave verso profondissima quiete e interminati spazi (sardi e possibilmente senza dolce naufragar).
Siccome noi del toro siamo particolarmente affidabili e rasentiamo la perfezione (in barba alle bilance…) eccovi pronto il solito riassunto della serata (con esclusione delle divagazioni astrologiche che hanno concluso le nostre chiacchiere).
Questa volta ci siamo incontrati, pur decimati dall’esodo di fine estate, per parlare dell’opera di un’autrice anziché di un unico testo. Ognuno di noi ha letto libri diversi e ha portato al puzzle della discussione il proprio tassello da incastrare con gli altri per ricostruire il profilo della scrittrice Luisa Adorno.
Lo stile cristallino e l’ironia pacata sono stati apprezzati da tutti; le atmosfere tradizionali sono rassicuranti e avvolgono il lettore in un abbraccio familiare. Qualcuno ha paragonato i libri dell’Adorno a una scatola di cioccolatini: una volta aperta si pesca a caso e si assapora lentamente il cioccolatino, che si scioglie lasciando in bocca il ricordo della sua dolcezza. I cioccolatini dell’Adorno racchiudono ripieni ai gusti particolari: storie di donne, paesaggi, emozioni, chiacchiere, scherzi, dettagli, ricordi, amore giocoso per la vita e per l’amicizia.
I quadri familiari trasportano il lettore in un mondo noto, fatto di realtà che poco cambiano nonostante le varianti regionali.
Il rimprovero che è stato mosso ai romanzi dell’Adorno è quello di non avere lo spessore dato dalle trame importanti e dalle tematiche sostanziose. E’ stata inoltre criticata la scarsa vivacità all’interno delle famiglie, dove si sente la mancanza di piccoli litigi e scaramucce, e la mancanza di riflessione sociale nel descrivere un periodo della storia italiana molto travagliato dal punto di vista sociopolitico.
Le riflessioni sono lasciate al lettore: la descrizione allegra di spaccati di vita quotidiana stimola i pensieri senza offrirli su un piatto d’argento. In effetti la discussione del gruppo è decollata staccandosi dalla pista della lettura per volare nel cielo dei nostri personali ricordi. Abbiamo mandato il pensiero a persone lontane, nel tempo e nello spazio, per mettere in comune storie ed esperienze.
Su tutto ha dominato la bella notizia di una cicogna in viaggio verso il nostro gruppo di lettura: prepariamo i cavoli per aprile e nel frattempo fissiamo le riunioni della commissione elettorale per la scelta dei nomi! Intanto a mamma e papà auguriamo di cuore di scrivere insieme al loro bambino, pagina dopo pagina, un romanzo lunghissimo e avvincente.
Il prossimo incontro del gruppo è fissato al 13 ottobre per parlare del libro proposto da Angelo Ballardini: “La miglior vita” di Fulvio Tomizza.